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Newsletter n. 21 / Novembre 2025
a cura dello Studio Legale Tributario Torcello
in collaborazione con Confindustria ABRUZZO Medio Adriatico – Chieti, Pescara e Teramo
Questa newsletter porta la firma dell’Avvocato Davide TORCELLO e dell’Avvocato Vittorio DI VIRGILIO
CORTE DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA DI PRIMO GRADO
In particolare, la decisione stabilisce che un errore materiale nella compilazione della dichiarazione IMU – come, ad esempio, la selezione della casella sbagliata – non può comportare la perdita del beneficio fiscale; a patto che l’intenzione dell’impresa sia facilmente deducibile dalla documentazione fornita (come i bilanci d’esercizio o le dichiarazioni integrative inviate prima di eventuali accertamenti da parte del Comune). Il ragionamento dei giudici, nella fattispecie oggetto della controversia, si è basato sulla possibilità fornita di dimostrare chiaramente che i beni fossero stati effettivamente destinati alla vendita; nonostante l’errore formale nella denuncia iniziale.
Obblighi dichiarativi: attenzione ai dettagli
La normativa in materia prevede che le imprese edili presentino, ogni anno, una dichiarazione IMU per i beni merce; indicando tutti gli immobili interessati e i relativi identificativi catastali.
La Corte Suprema di Cassazione, con l’ordinanza n. 8357/2025, ha ribadito che la presentazione della dichiarazione è condizione essenziale; e non può essere sostituita da altri adempimenti.
In assenza di dichiarazione, si perde il diritto all’agevolazione; anche se il Comune fosse a conoscenza della situazione.
Tuttavia, secondo una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Campania (la n. 3993 del 03.06.2025), l’obbligo di presentare la denuncia non deve essere ripetuto ogni anno; salvo che non intervengano variazioni rispetto all’anno precedente.
Il trattamento agevolato negli ultimi anni.
Nel tempo, il trattamento fiscale degli immobili merce ha subito varie modifiche.
Dopo un periodo di esenzione compreso tra il 2013 e il 2019, dal 2020 tali beni sono stati nuovamente sottoposti a IMU; salvo poi tornare, dal 2022, al regime di esenzione.
Durante il 2020 e il 2021, era comunque prevista una riduzione dell’aliquota (1 per mille, modificabile dai Comuni fino al 2,5 per mille).
Condizioni per mantenere l’agevolazione
Per mantenere il diritto all’esenzione o all’aliquota ridotta, è fondamentale che gli immobili non vengano locati; nemmeno per brevi periodi.
Il Ministero dell’Economia ha chiarito che la locazione, anche temporanea, fa decadere il beneficio. L’Istituto di Finanza Locale dell’ANCI ha suggerito, tuttavia, che il trattamento agevolato possa essere mantenuto nei mesi in cui l’immobile non è affittato; ma la posizione ministeriale, più restrittiva, è quella generalmente seguita: se l’immobile viene locato, anche solo per un giorno, perde lo status di bene merce ai fini IMU, decadendo così dai predetti benefici.
Avvocato Vittorio DI VIRGILIO
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