DECRETO RISTORI ED I FONDI PER LE IMPRESE

    Condivi con :

    Newsletter, n. 30 / NOVEMBRE 2020, di Confindustria CH-PE  a cura dello Studio Legale Tributario Torcello.

    Scarica gratuitamente l’articolo in formato PDF.  

     

    Nel panorama legislativo dell’attuale situazione emergenziale, si segnala, da ultimo, l’emanazione del cd. Decreto Ristori (D.L. n. 137/2020; pubblicato in G.U. n. 269 del 28.10.2020); il quale introduce una serie di misure in favore delle imprese e degli operatori economici maggiormente colpiti dalle disposizioni previste dal D.P.C.M. del 24 ottobre 2020 (e, probabilmente, anche dal testo, ancora in bozza, del “nuovo” D.P.C.M.).

    In particolare, il Governo ha disposto lo stanziamento di un contributo a fondo perduto per le imprese e per i professionisti (operanti nei settori economici e/o produttivi elencati dettagliatamente nell’Allegato 1 del Decreto in esame); i quali, a causa della “decretazione d’urgenza”, hanno subito forti limitazioni allo svolgimento della propria attività.

    L’intento normativo (dichiarato) sembrerebbe quello di riconoscere, in favore di tali attività, una sorta di indennizzo; a parziale copertura delle perdite economiche subite a causa del Covid – 19.

    Secondo le previsioni, l’importo del contributo a fondo perduto può variare dal 100% al 400% in relazione all’attività esercitata, per un ammontare massimo di 150.000 Euro; ciò previa presentazione di un’apposita istanza mediante la procedura web ed il modello approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2020.

    Tale beneficio è previsto anche in favore delle imprese che hanno già usufruito del precedente contributo di cui all’art. 25 del cd. Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) e che non abbiano restituito il predetto ristoro. Per tali soggetti, l’accreditamento dell’importo verrà erogato automaticamente sul conto corrente del beneficiario; senza la presentazione di una nuova istanza.

    Tale “automatismo” nell’erogazione del contributo, tuttavia, è esclusa nel caso in cui l’istanza precedentemente presentata sia stata rigettata a causa di errori materiali.

    Sul punto, è intervenuta la risoluzione n. 65 dell’ 11 ottobre 2020 dell’Agenzia delle Entrate; la quale apre la possibilità, per tali contribuenti, di presentare una nuova istanza “in autotutela”, in parziale correzione e/o integrazione di quella già inviata (nei termini e nelle modalità previste dal cd. Decreto Rilancio). Ciò al fine di ottenere la revisione dell’esito di rigetto o dell’entità del contributo già erogato; permettendo, in tal modo, ai contribuenti, di beneficiare anche dell’accreditamento automatico del contributo introdotto con il cd. Decreto Ristori.

    Unica eccezione riguarda coloro per i quali l’istanza, presentata ai sensi del D.L. n. 34/2020, risulta ancora in “stato di lavorazione”; essendo possibile per tali soggetti richiedere l’accesso al nuovo contributo previsto dal cd. Decreto Ristori.

    Occorre evidenziare, inoltre, le ulteriori misure economiche introdotte dal predetto “Decreto Ristori”; anche in favore delle imprese e degli operatori non rientranti nel novero di cui all’Allegato 1 del Decreto medesimo.

    Sono stati previsti, infatti, con riguardo a specifici settori, ulteriori contributi a fondo perduto (per un importo di circa 550 milioni di Euro); mediante il rifinanziamento dei Fondi, già istituiti con i precedenti interventi governativi. Ciò in favore degli operatori nel settore dello spettacolo (di cui all’art. 89 del D.L. n. 18/2020); degli operatori turistici, quali agenzie di viaggi e tour operator (di cui all’art. 182 del D.L. n. 34/2020); delle imprese e delle istituzioni della cultura, tra cui librerie e imprese che operano nella filiera editoriale (anche in copertura delle perdite subìte dagli annullamenti di spettacoli, fiere, congressi e mostre; di cui all’art. 183 del D.L. n. 34/2020).

    Con specifico riferimento al panorama normativo e regolamentare regionale, invece, è bene precisare che, ad oggi, non è previsto alcun intervento di sostegno economico in favore delle imprese abruzzesi colpite dalla “seconda fase” dell’emergenza sanitaria. Le sovvenzioni regionali, infatti, sembrerebbero arrestarsi agli aiuti stanziati con le Leggi cd. Cura Abruzzo 1 e 2 (L. Reg. n. 9/2020; e L. Reg. n. 10/2020).

    Non ci resta, dunque, che attendere la possibile conversione in Legge del cd. Decreto Ristori; monitorando le eventuali integrazioni e/o modifiche che saranno apportate nel testo definitivo. Ciò con uno sguardo anche alle ulteriori disposizioni governative che potrebbero essere emanate medio tempore.

     

    Avv. Giovanna Bratti                 Avv. Davide Torcello

     

    Scarica gratuitamente l’articolo in formato PDF