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Newsletter n. 04 / Aprile 2026
a cura dello Studio Legale Tributario Torcello
in collaborazione con Confindustria Abruzzo Medio Adriatico – Chieti, Pescara e Teramo
Questa newsletter porta la firma dell’Avvocato Davide TORCELLO e della Dottoressa Carlotta ARCANGELI
Qual è l’errore più comune che stai rischiando di fare?
Pensare che sia una misura “simile alle precedenti”.
Il credito 5.0 non è una semplice evoluzione del 4.0;
è un cambio di paradigma: dalla digitalizzazione alla misurazione dell’impatto energetico.
Se lo affronti con le logiche del passato, potresti perdere opportunità o, peggio, esporti a rischi.
Quindi, il 35% è reale o esiste solo sulla carta?
È una percentuale reale per chi la costruisce con metodo. È solo sulla carta per chi la considera automatica.
La differenza non la fa la norma. La differenza la fa il modo in cui la interpreti, la progetti e la dimostri.
Il credito d’imposta 5.0 al 35% è davvero così semplice come sembra?
La risposta breve è: no, non lo è. La percentuale del 35% rappresenta il massimo teorico, non una garanzia automatica. È il punto di arrivo di un percorso fatto di condizioni tecniche, certificazioni e coerenza progettuale. La vera domanda che dovresti porti è: la mia impresa ha davvero i requisiti per arrivarci?
Da cosa dipende, concretamente quel 35%?
Dipende da un elemento centrale: la riduzione dei consumi energetici. Non basta investire in nuovi beni strumentali o tecnologie avanzate. È necessario dimostrare, numeri alla mano, che quell’investimento genera un miglioramento energetico misurabile.
E qui si apre un primo livello di complessità:
Riduzione del 3% dei consumi energetici della struttura produttiva;
Oppure almeno il 5% sul singolo processo interessato?
Sono soglie che sembrano contenute, ma richiedono analisi tecniche precise, spesso non banali.
Chi certifica questi risultati? E quando?
Ti sei chiesto chi “mette la firma” su questi dati? Non è un dettaglio.
Servono certificazioni ex ante ed ex post, rilasciate da soggetti qualificati.
Tradotto:
Prima dell’investimento devi dimostrare il potenziale miglioramento.
Dopo l’investimento devi dimostrare che quel miglioramento è avvenuto davvero.
Se questo passaggio è debole, il credito rischia di diventare contestabile.
E se sbaglio la valutazione iniziale?
Qui entriamo nella zona che pochi raccontano chiaramente.
Se la stima iniziale non regge alla verifica finale, il credito può essere ridotto o, nei casi più critici, revocato.
Quando i clienti del nostro Studio ci chiedono quanto credito possono ottenere,
noi gli facciamo la seguente domanda: quanto è solida la tua capacità di dimostrarlo?
Il credito 5.0 è cumulabile con altri incentivi?
Sì, ma con attenzione.
La cumulabilità esiste, ma va gestita con precisione chirurgica. Devi evitare sovrapposizioni che portino a superare il costo sostenuto.
In pratica:
Puoi integrare più strumenti
Ma devi sapere esattamente dove finisce uno e inizia l’altro.
Qui si gioca una partita da professionisti, non da improvvisatori.
Qual è il vero rischio interpretativo oggi?
Il rischio non è tanto nella norma scritta, ma nella sua applicazione concreta.
Ci sono aree dove l’interpretazione può cambiare nel tempo o essere oggetto di verifiche successive.
Ad esempio:
Come si definisce esattamente il perimetro del “processo produttivo”?
Quali consumi includere o escludere?
Come trattare investimenti misti (digitale + energetico)?
Se non chiarisci questi aspetti prima, potresti trovarti a discuterli dopo… e a condizioni meno favorevoli.
È un incentivo per tutti o solo per chi è strutturato?
Formalmente è per tutti. Sostanzialmente è per chi è pronto.
Serve:
una visione strategica dell’investimento
una capacità tecnica di misurazione
un coordinamento tra area finanziaria, tecnica e fiscale
Senza questa integrazione, il rischio è utilizzare il credito 5.0 come una semplice “agevolazione”, perdendone il potenziale trasformativo.
Cosa significa trasformarlo in un vantaggio reale?
Significa ribaltare la logica.
Non partire dall’incentivo per decidere l’investimento. Partire dall’investimento giusto per la tua impresa, e poi costruire attorno il credito.
I nostri Clienti, infatti, non dicono: “Abbiamo preso il 35%” ma “Abbiamo migliorato efficienza, margini e competitività… e il credito è stato una leva, non il fine.”
La domanda finale che ti poniamo, quindi, non è: “quanto vuoi ottenere?” Ma: sei pronto a sostenere, dimostrare e difendere questo credito nel tempo?
Perché il credito 5.0 non è solo un’opportunità fiscale.
È una prova di maturità dell’impresa.
E come tutte le prove vere, non premia chi corre più veloce. Premia chi sa dove sta andando.
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